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Economia

Abi, il numero uno Patuelli: “Istituti devono rinforzarsi con extraprofitti”

In una intervista che ha rilasciato al quotidiano “Milano Finanza” è intervenuto il numero uno dell’Abi, Antonio Patuelli 

Per Antonio Patuelli non ci sono assolutamente dubbi: le banche, in quest’ultimo periodo, non hanno mai abbassato la guardia. Le ultime dichiarazioni rilasciate dalla presidente della Banca Centrale europea, Christine Lagarde, non preoccupano assolutamente il numero uno dell’Abi (Associazione bancaria italiana). Direttamente da ‘Class Cnbc‘ ci ha tenuto a precisare che la situazione è sotto controllo e che non è assolutamente in atto una stretta creditizia.

Il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli (Ansa Foto) Cityrumors.it

 

Per quanto riguarda il calo dei prestiti ha trovato la risposta in merito: “E’ legato al ricorso alla liquidità che le imprese hanno accumulato“. Allo stesso tempo, però, l’invito di Patuelli è uno ed è molto chiaro: ovvero un tetto al debito pubblico. Solamente in questo caso le cose potrebbero seriamente prendere una svolta importante. In questo modo può ritornare anche la fiducia e l’interesse che il nostro Paese ha seriamente bisogno.

Patuelli sulla Bce: “Lagarde? Non sono stupito dai suoi dati”

Queste sono alcune delle sue parole: “Non sono stupito dalle parole di Lagarde. Non ha fatto altro che utilizzare i dati della vigilanza Bce. Non abbiamo mai sottovalutato i rischi. Il debito pubblico pesa sui bilanci dello Stato. Lo stesso che, invece di investire per le famiglie bisognose e aiutare le imprese deve pagare dei tassi di interesse. Ed è per questo motivo che propongo un tetto del debito pubblico in cifra assoluta. In questo modo si tende a recuperare la fiducia internazionale che l’Italia ha bisogno“.

Il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli (Ansa Foto) Cityrumors.it

 

Poi ha continuato dicendo: “Stimo vivendo un momento di rialzo. Non ci dimentichiamo che l’euro ci protegge da danni peggiori. Quando c’era la lira i tassi erano un multiplo. Bisogna guardare i fondamentali. L’obiettivo è cercare di risparmiare in ogni settore, che sia pubblico o privato. Senza dimenticare anche la questione relativa alla liquidità. La Bce non ha aumentato solo i tassi, ma anche il costo della riserva obbligatoria che le banche debbono tenere depositata. Il costo, per questo, è stato azzerato“.

Qual è il suo obiettivo e, di conseguenza, cosa si aspetta? La risposta non si è fatta attendere: “L’obiettivo è aumentare la consapevolezza che la conoscenza dei vari sistemi di pagamento privati, elettronici, con carte e con sistemi innovativi siano considerate le strade migliori da intraprendere. Per cercare di avere una maggiore concorrenza ed anche dei costi meno bassi“.

Cristiano

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