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Conosci la ‘regola dei 21 giorni’? Ecco cosa devono fare le coppie in crisi

Lasciarsi non è mai facile ma con uno speciale metodo le coppie possono davvero testare il loro sentimento

Quando una coppia va in crisi, entrambi i partner vivono un momento complesso, indipendentemente da chi dei due sceglie di separarsi dal compagno. Soprattutto quando le relazioni durano da diverso tempo è complicato dare un taglio netto al rapporto e infatti, molto spesso, tanti fidanzati preferiscono continuare a sentirsi e a riprovarci fino allo sfinimento.

La regola dei ’21 giorni’ – Cityrumors.it (PixaBay)

 

Esiste però una regola a cui in molti ultimamente si appellano. E’ la cosiddetta ‘regola dei 21 giorni’. Come ha spiegato da  Matthew Hussey, celebre love coach inglese  ed ex fidanzato di Camila Cabello, in un video postato sulla sua pagina Instagram, tale regola implica che se lasciamo una persona, dovremmo impegnarci a rispettare un assoluto no contact per 3 settimane di fila (21 giorni, appunto).

La nuova teoria: tre settimane utili a capire

Secondo Hussey 21 giorni corrispondono al tempo che serve all’altra persona per sentire realmente la nostra assenza e, in questo vuoto, capire se vuole o meno recuperare il rapporto e se sì, con che grado di reale impegno e partecipazione. Tante volte, per abitudine e per paura di restare da soli, si mettono in scena degli infiniti tira e molla che sicuramente non giovano alla coppia. Il love coach è infatti convinto che solo dopo tre settimane si ha la ‘lucidità’ necessaria per comprendere se i partners si mancano davvero.

I consigli per una coppia di fidanzati in crisi – Cityrumors.it (PixaBay)

 

“La ‘regola del non contatto’ è un periodo di silenzio intenzionale di 21 giorni, che prende il via dopo che qualcuno ci ha lasciati – scrive sotto al filmato postato su IG Matthew Hussey- Perché è così importante? Perché l’altra persona ha bisogno di sentire l’entità di ciò che ha fatto, e senza un periodo di assenza, togli le ricadute emotive delle sue azioni”.

“Ricordate – chiosa il love coach – non si tratta di giocare, ma piuttosto di lasciare che si crei abbastanza spazio affinché l’altro possa pensare e correggere il percorso se la decisione nasce da emozioni crude o paura. E se non ritorna più, per definizione, chi non ti sceglie non è la tua persona”. Questa regola oggi sta prendendo molto piede perché avere qualche settimana di pausa permette di guardare ‘da lontano’ la propria storia ed esaminarla in maniera più lucida e distaccata.

Arianna Di Pasquale

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