Il governo continua a lavorare sull’emergenza delle carceri. Il ministro Nordio ha tracciato la sua road map e fissato gli obiettivi da raggiungere.
La situazione nelle carceri italiani continua ad essere critica. Stando a quanto riferito da TgCom24, da inizio anno sono stati oltre sessanta i detenuti che hanno deciso di togliersi la vita. Un numero maggiore rispetto al 2023, ma a preoccupare è un altro dato: il 39,7% era ancora in attesa di un primo giudizio.
Dati assolutamente allarmanti e che sta portando il ministro Nordio a intervenire con un decreto Carceri. Il via libera della Camera al provvedimento ha portato subito a diverse proteste da parte di associazioni e non solo. L’esponente del governo, però, non ha nessuna intenzione di fare un passo indietro e ha tracciato una road map per risolvere il problema del sovraffollamento e, di conseguenza, diminuire il numero dei suicidi. Le idee per il Guardasigilli sono molto chiare e ben presto ci potrebbero essere delle novità in questo senso.
Il via libera della Camera al decreto Carceri è solo il primo passo di un lungo percorso che continuerà nei prossimi mesi. Le proposte per risolvere il sovraffollamento degli istituti penitenziari saranno oggetto anche di un confronto tra il ministro Nordio e il presidente Mattarella. Il titolare della Giustizia presenterà al Capo dello Stato le norme pensate per raggiungere in tempi brevi un obiettivo molto importante.
Con queste misure, infatti, il ministro punta a migliorare la qualità della vita in carcere e porre fine all’emergenza suicidi, che in questi mesi ha raggiunto numeri drammatici. E tra le novità che potrebbero essere introdotte c’è anche quella di rendere molto più veloce il lavoro dei tribunali di Sorveglianza. Ad oggi sono circa 100mila le posizioni al vaglio dei giudici e si punta ad aumentare l’organico per snellire il sistema.
Non solo velocizzare le decisioni del tribunale di Sorveglianza, ma sono anche altri i provvedimenti che il ministro Nordio ha intenzione di mettere in campo. E tra questi la modifica della custodia cautelare per i detenuti tossicodipendenti.
Molti di loro in questo momento scontano la pena in carcere. Nella mente del titolare della Giustizia c’è la possibilità di consentire a queste persone di trascorrere il periodo di detenzione in comunità. Da un lato per consentire un recupero dal problema, ma dall’altro anche per provare a diminuire il sovraffollamento.
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