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Gaza muore di Fame: tre neonati deceduti, 100.000 bambini a rischio

Emergenza umanitaria senza precedenti nella Striscia di Gaza. Israele riapre ai lanci di aiuti dal cielo, ma l’ONU incombe.

Gaza sta morendo. A dichiararlo non è solo chi ci vive, ma le immagini, i numeri, le testimonianze strazianti che arrivano ogni ora dalla Striscia. Tre bambini sono morti di fame nelle ultime 24 ore. Uno di loro aveva appena una settimana. Le autorità locali parlano di oltre 100.000 bambini sotto i due anni a rischio imminente di decesso per mancanza di latte artificiale, integratori e cibo. Il latte non arriva, l’acqua è razionata, i farmaci sono finiti. La fame è diventata un’arma silenziosa, letale.

Gli aiuti umanitari per bambini che muoiono di fame e non solo cityrumors.it foto Ansa

Le immagini dei corpi scheletrici tra le macerie e le corsie vuote degli ospedali raccontano l’inferno che 2 milioni di persone stanno vivendo. E mentre il mondo osserva con crescente impotenza, l’Ufficio media di Gaza, controllato da Hamas, lancia l’allarme: “Siamo davanti a un disastro umanitario di proporzioni storiche”.

Gaza: Aiuti dal cielo, ma troppo tardi?

Nelle ultime ore l’esercito israeliano ha annunciato una riapertura parziale ai lanci umanitari aerei, autorizzando l’ingresso via cielo di viveri e acqua potabile. Un’apertura giudicata “disperata” anche da fonti governative europee. Israele si impegna a desalinizzare fino a 20.000 metri cubi d’acqua e a fornire elettricità per supportare i sistemi idrici, ma l’ONU boccia l’intervento: “Paracadutare aiuti è costoso, inefficace e rischioso. È un diversivo dall’inazione reale”.

Una situazione straziante sulla striscia di Gaza cityrumors.it foto Ansa

Nel frattempo, Francia, Germania e Regno Unito hanno definito la situazione “spaventosa”, annunciando un piano congiunto per la distribuzione aerea di aiuti, in collaborazione con la Giordania e con l’assenso israeliano. Ma anche questa iniziativa è vista con scetticismo. Le Nazioni Unite ribadiscono che la soluzione non sono i lanci aerei, bensì “l’apertura immediata dei valichi e la fine dell’assedio”. Gaza è intrappolata. Il tempo è scaduto.

Tania Guaida

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